Non girate più lo sguardo…

Women’s Aid – Look at Me, vincitrice di un award al Festival of Marketing è una campagna per la raccolta fondi a sostegno dell’associazione contro la violenza sulle donne. Semplicemente, fino al momento in cui nessuno guardava il volto ferito della donna, l’immagine era statica; ma, non appena una persona alzava lo sguardo, ecco che una ferita iniziava a rimarginarsi.

Più persone osservavano lo schermo dunque, più ferite si rimarginavano. Che dire, l’attenzione verso gli altri può fare la differenza…

Una strategia interattiva di marketing esperienziale.

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Cosa resterà del 2015? – Year in Review Facebook VS Youtube

Cosa resterà del 2015?

Come ogni anno i Social Networks si sfidano nel raccogliere tutti gli eventi importanti in un video. Quest’anno Facebook ha scelto il lato drammatico, mentre Youtube quello comico.
Quale preferite?

Pooface :)

https://vimeo.com/131077537

Il ritmo delle giornate del genitore di un neonato è scandito dal ritmo naturale del bebè…

Pampers ha deciso di trasformare un momento spesso “complicato” in un’occasione per farsi una bella risata.

I bebè sanno essere davvero epici 🙂

Alfie l’astronauta…

Alfie è un simpatico ometto che ci racconta un triste momento della sua vita mentre parte per una missione immaginaria sulla Luna.

NSPCC, organizzazione prevenzione maltrattamenti sui bambini, vuole restituire ad Alfie, ed ai bambini come lui, l’infanzia interrotta, la serenità di continuare a sognare e la speranza che d’ora in avanti tutto andrà bene.

Campagna sociale che invita all’azione.

Facebook e video storytelling

Rispetto alle informazioni testuali un’immagine è in grado di portare il cervello umano a processare informazioni 60000 volte più velocemente. Un video invece, all’esperienza di fruizione, aggiunge musica, suoni, movimento e ritmo, sviluppando ed ampiificando l’abilità delle immagini nel raccontare storie e rendendo immediato l’innescarsi del pensiero narrativo.

 

Dipendenti da Facebook e tecnologia?

Video creato per strappare un sorriso e porre qualche domanda sul ruolo della tecnologia nella nostra vita quotidiana e sociale.

In questa sceneggiatura ironica e portata agli estremi, nonostante tutto, non facciamo troppa fatica a ritrovarci.